I borghi abbandonati più suggestivi d’Italia

3 Condivisioni

I borghi sono una meta suggestiva e di grande tendenza. Dagli articoli ai programmi televisivi fino alle tante pagine presenti sui social. Anche a noi di Kappuccio piace scoprirli. Potete rendervene conto leggendo alcuni nostri pezzi, come quello sui 5 borghi meno costosi in Italia e quello sui 5 borghi più pittoreschi della Toscana. Li abbiamo esplorati lungo la nostra penisola dal nord al centro fino al sud e alle isole. Però amiamo anche analizzare aspetti sempre nuovi di tutto ciò che ci circonda. Allora questa volta abbiamo scelto una via ancora particolare: parleremo dei borghi abbandonati più suggestivi d’Italia.

Prima di iniziare bisogna tuttavia capire cosa si intende per borghi abbandonati più suggestivi. Quelli solo avvolti da storie fascinose e un po’ di nebbia a riempirne i vuoti? Dove si trovano case in disuso, diroccate e abbandonate per sempre? All’usura delle stagioni, che picchiano duro. O forse i borghi abbandonati sono anche quelli ancora meravigliosamente avvolti da soffi vitali, ma che lentamente si stanno spopolando? O in generale tutti quelli con un bisogno estremo di tutela da parte dell’uomo? Seguiteci per districare questo intrigo.

Il futuro dei nostri borghi: abbandono o conservazione per valorizzarli

Montefioralle

Una frazione di Greve in Chianti, in provincia di Firenze, Montefioralle, potrebbe essere il perfetto anello di congiunzione per dare un senso a quella che in apparenza potrebbe sembrare solo un’opinione personale. Fa parte dei borghi più belli d’Italia. Viene spesso scelto come meta di gite dalle comitive. Si trova un ottimo vino nei suoi dintorni. Possiede inoltre uno straordinario fascino storico, intrinseco. Dato dalla conformazione medioevale delle sue case, dalla suggestione delle vie che lo attraversano, dalle mura di cinta che riprendono la forma stessa del borgo. Una casa è persino indicata come appartenente alla famiglia fiorentina di Amerigo Vespucci! Nulla farebbe ritenere e fa catalogare Montefioralle come borgo abbandonato. Però conta solo un centinaio di abitanti. Un problema o la sua fortuna?

Vero è che anche i borghi abbandonati al passato possono essere attraenti, poiché non dipendono dalle mode passeggere ed è ciò di cui ci occuperemo nel corso della narrazione. Ma senza la mano d’opera dell’uomo e la costante attenzione alla salvaguardia di questi preziosi gioielli, non si rischia forse che molti possano presto essere abbandonati invece a un destino decadente e perdere così certi caratteri fondamentali? La vita di un borgo è quella statica e immutabile o soprattutto quella che si dipana giorno per giorno, quella delle persone che lo abitano, dei commerci che vi si svolgono, delle nascite, delle dipartite, del vociare confuso o ancora entrambe?

Cornello dei Tasso

@enryka82 da unsplash: Cornello

Pur trovandosi in una diversa regione, Cornello, in provincia di Bergamo, è un borgo affine a Montefioralle. Non rientra propriamente nei borghi abbandonati, ma la sua collocazione piuttosto ritirata (è raggiungibile solo a piedi), mantenuta per preservarne le caratteristiche essenziali, quelle storiche di stampo medioevale, avrebbe potuto rappresentare forse anche il suo limite. Lo spopolamento infatti potrebbe essere considerato nel domani anche qui un fattore negativo e Cornello conta solamente un pugno di abitanti. Fortunatamente, dal 2015, il borgo fa parte di un Polo Culturale nato da una convenzione firmata da alcuni comuni limitrofi per valorizzare i beni artistici, architettonici, storici e ambientali del territorio e promuoverne gli eventi culturali. Solo così si è potuta coniugare la bellezza del passato con un presente futuribile.

Cornello dei Tasso (proprio quelli della famiglia di Torquato) fu in passato un importante centro di scambi commerciali e di passaggio di persone, grazie alla Via Mercatorum, la via dei mercanti. Dalla fine del Cinquecento il borgo si trovò però isolato a causa della costruzione di una nuova, più lontana, via di comunicazione. Iniziò quindi un periodo di decadenza. Tale fattore, ancora una volta, possiamo affermare che abbia rappresentato le due facce di una stessa medaglia. La condizione di distacco da una parte ha favorito tale decadenza, dall’altro ha preservato certe qualità che oggi ne fanno uno dei borghi più belli e storicamente meglio conservati d’Italia. Naturalmente solo passando attraverso un sensibile lavoro di restauro dell’arredo urbano e delle strutture pubbliche e private attuato per recuperare ed esaltarne l’antico aspetto.

Castiglioncello: uno dei borghi abbandonati più suggestivi d’Italia

@chiariscricins da instagram: Castiglioncello

Veniamo a un vero e proprio borgo abbandonato. Il borgo fantasma di Castiglioncello sito a metà tra l’Emilia Romagna, in provincia di Bologna e la Toscana, se considerato appartenente al comune di Fiorenzuola, Firenze. Paese di dogana collocato in un punto nevralgico e pertanto conteso, in virtù della sua strategicità, già ai tempi del Granducato di Toscana e quello di Bologna. Qui è la natura oggi a farla da padrona. Essendosi reimpossessata degli squarci lasciati dalla presenza civile. Il rumore della cascata di Mordaruccio (scendendo lungo la strada che porta a lei vi è un percorso, difficile e assolato, attraverso cui raggiungere il borgo) che segue a ogni passo il viandante.

La vegetazione che crea quell’alone di mistero le cui radici si spostano dirette al suo stesso passato. Quando ora a causa della potenza dell’acqua ora della furia del cielo, per esempio, eventi funesti ne influenzavano storia, abitato e costruzioni. Come quelle rimaste in piedi a memoria, di pietra e malta, ma erose lo stesso dallo scorrere del tempo. Silenzi svuotati di vita, non di leggende. Il lento declino di Castiglioncello arrivò con i cambiamenti e la modernità che non hanno saputo tramutarsi, a differenza di altri casi, in opportunità. Nella prima metà del XIX secolo la popolazione era di soli 63 abitanti. Un secolo dopo era rimasta pressoché immobile nei numeri. Nel secondo dopo guerra vi fu l’abbandono definitivo da parte dei residenti, completato già nel 1960.

Un borgo abbandonato e suggestivo di Calabria: Pentidattilo

@gianlucaber da instagram: Pentidattilo

Pentidattilo è una frazione del Comune di Melito Porto Salvo in Provincia di Reggio Calabria. Fino a poco tempo fa era totalmente abbandonato e considerato come uno dei borghi con tali caratteristiche più suggestivi della Calabria. Pentidattilo sorge alle pendici della parete rocciosa del Monte Calvario. La sua storia è molto antica e il nome ha subito persino modifiche, senza un’apparente motivazione. Ma la vera origine deriva dalla collocazione e dalla forma del Monte che ricorda quella della mano di un ciclope a cinque dita. L’antico paese, una volta dichiarato inabitabile, fu del tutto abbandonato nel 1971, ma oggi ha trovato nuova linfa (la ripresa iniziò a partire dal lavoro di alcuni volontari nel 1980) nelle attività commerciali, di artigianato e turistiche che lo rendono, ogni anno, meta interessante in tal senso. Le casette di pietra, abbracciate dai fichi d’india, sono diventati infatti alloggi piuttosto ospitali.

Ma come ogni borgo fantasma che si rispetti esistono anche miti e vanti di cui narrare. Come quello del vento che, attraversando le dita del gigante roccioso, si dice produca gemiti e lamenti. Derivati da una storia spaventosa, di omicidi e reclamate vendette fatta risalire addirittura alla fine del ‘600, quando un innamorato frustrato nel suo sentimento sterminò la famiglia della donna oggetto del suo morboso desiderio. O la descrizione fatta di Pentidattilo dallo scrittore inglese Edward Lear nel libro “Diario di un viaggio a piedi”; la quale ha permesso al borgo di entrare a far parte di uno speciale percorso, chiamato “Sentiero dell’inglese”, che attraversa tutti i borghi descritti dallo scrittore durante il suo viaggio in Italia.

Toiano il borgo abbandonato da tutto

@lucastrongg da instagram: Toiano

In provincia di Pisa c’è Toiano: l’unico centro in tutta la Toscana ancora orfano del turismo di massa. Famoso sì, ma meno chiacchierato e conosciuto di altri. Senza negozi, alberghi, ristoranti. Luogo perduto e desertico, tuttavia dal fascino innegabile. Il cui centro è stato segnalato al Fai (il Fondo per l’Ambiente Italiano che organizza ciclicamente giornate per la valorizzazione del patrimonio italiano) affinché si occupi della sua salvaguardia. L’inizio del suo spopolamento avvenne nel secolo scorso in concomitanza con la sempre maggiore richiesta di manodopera nelle fabbriche. Evento che erose poco a poco una fetta di popolazione, attratta da un guadagno più stabile e da una tipologia lavorativa meno dura rispetto a quella agricola. In ogni caso, ha il suo castello oltre il bosco. Struttura e conformazione risalenti all’alto medioevo. E per chi si avventura alla sua ricerca, non mancheranno mai misticismo e profumo d’esistenze oramai perdute.

Come quella della giovane Elvira Orlandini, la più bella ragazza del paese. Uccisa a soli 22 anni mentre andava a prendere l’acqua alla fonte, in una calda giornata di giugno. Lo ribattezzarono l’omicidio del Corpus Domini, ma nessuno venne mai dichiarato colpevole. Pare che dal 1947, nel Bosco delle Purghe, si aggiri ancora lo spettro di Elvira in cerca di una pace che nessuno potrà oramai più donarle.

Craco la vera città fantasma

@lucidistortephoto da unsplash: Craco

Sebbene la nuova Craco sia un comune della Basilicata, in provincia di Matera, con oltre 600 abitanti, una frana nel 1963, che ha causato lo spopolamento del centro storico, ha dato origine a quella che, a partire dagli anni ’80, è divenuta la “città fantasma” per eccellenza. Trionfante nel cuore della regione, sulle colline di nivea roccia del borgo, si presenta come polo di attrazione turistica oltre che perfetto set cinematografico. (A Craco tra i tanti film girati si ricorda Cristo si è fermato ad Eboli di Francesco Rosi nel 1979). Per accedere al suo interno è necessaria una carta d’ingresso che viene fornita dall’amministrazione comunale presso un info point del vecchio borgo (dal 2009 l’opera di valorizzazione ha reso il luogo perfettamente sicuro e nel 2010 il borgo è entrato nella lista dei monumenti da salvaguardare redatta dalla World Monuments Fund).

Craco Vecchia si può attraversare dal 2011 anche con una visita guidata ed è un insieme di case in rovina dove la natura ha preso il sopravvento. Oltre alle rovine, ai vicoli, a una torre normanna che funge da castello, ai suoi palazzi, gli olivi secolari misti ai cipressi antichi e i calanchi sono infatti fonti d’interesse primario. Per un luogo senza tempo che lascia sempre a bocca aperta chi ha la fortuna di accarezzarne l’argilloso terreno.  


Il dibattito sui borghi prosegue. Noi abbiamo voluto illustrarvi quelli abbandonati e più suggestivi presenti sul territorio italiano sommati ad altri con caratteri solo simili. Alcuni pienamente valorizzati, ma che necessitano di una costante attenzione nella gestione, per non rischiare l’abbandono definitivo, altri ancora in cerca di dimensione. Ci sarebbe e ci sarà ancora tanto da dire a riguardo. Ma soprattutto da vivere a contatto con gli angoli nascosti della nostra penisola. Per continuare il viaggio con noi…

Vi ricordiamo di seguire @Kappuccio su Instagram, su Facebook e iscrivervi alla nostra newsletter per rimanere aggiornati sulle cose più belle da fare fuori e dentro l’Italia!

💬 Vuoi scoprire i posti più particolari di tutta Italia?Iscriviti alla nostra newsletter mensile! Mandiamo sempre solo le attività più interessanti.
3 Condivisioni

Nicoletta Spinozzi

Potrebbe piacerti...

Che ne pensi?

Vogliamo che tu faccia parte del nostro movimento.Crediamo che l'Italia sia il paese più bello al mondo.

E con la nostra newsletter mensile (sì, solo una volta al mese) condividiamo con te gli ultimi articoli, notizie, e cose da fare in Italia, tutto esclusivo e fatto in casa. 😉

Ti aspettiamo dall'altra parte!

Vogliamo che tu faccia parte del nostro movimento.Crediamo che l'Italia sia il paese più bello al mondo.

E con la nostra newsletter mensile (sì, solo una volta al mese) condividiamo con te gli ultimi articoli, notizie, e cose da fare in Italia, tutto esclusivo e fatto in casa. 😉

Ti aspettiamo dall'altra parte!

Crediamo che l'Italia sia il paese più bello al mondo, per questo vogliamo scoprirlo fino in fondo.

Il mondo sarà pieno di meraviglia, ma l'Italia ne avrà sempre di più. Vogliamo scoprirle tutte e condividerle con te, e se le vuoi ricevere via mail una volta al mese, sai cosa fare! 👇🏼