Un tour tra i vigneti della Toscana
La Toscana è una tra le regioni maggiormente caratterizzate da borghi e cittadine con tratti tipici. La produzione vinicola ne rappresenta l’eccellenza. La viticultura, così si chiama l’insieme di attività di coltivazione dell’uva e produzione di vino regionali, ha qui radici antichissime. Che affondano nel terreno storico sino ai tempi degli Etruschi. Un tour tra i vigneti della Toscana rappresenta perciò una grande opportunità sia di visitare luoghi incantevoli, sia di immergersi in questa produzione radicata ed indispensabile per l’economia.
Kappuccio si impegna a fornire delle semplici linee guida, su alcuni posti dove la produzione vinicola è preponderante, senza dimenticare che gran parte della regione Toscana si basa su questa branca dell’agricoltura. E che i borghi da visitare sono invero tantissimi. Per un’esperienza unica a contatto con la natura.
San Gimignano primeggia tra i vigneti della Toscana

Il borgo trecentesco di San Gimignano sorge su una collina e da colline, quelle della Val d’Elsa, è circondato. Qui, ne domina il fiume omonimo. E si fa accarezzare da secolari vigneti. Che offrono la materia prima per la produzione di uno dei vini bianchi più pregiati in assoluto: la Vernaccia di San Gimignano. Titolare della certificazione DOCG dal 1993 e citata addirittura dal sommo Dante, il quale, girovagando per il Purgatorio, incontrò Papa Martino IV, lì presente proprio per la sua golosità e passione verso questo millenario vitigno. Per il fatto di essere prodotto in una ristretta zona della Toscana, la Vernaccia è stato il primo vino italiano a ricevere il marchio DOC nel 1966 e un apposito consorzio ne tutela oggi la nuova nomenclatura.
San Gimignano, in provincia di Siena, è famoso inoltre per le sue torri spettacolari che rimangono 14 o 16 -a seconda delle fonti- dalle 70 che ne possedeva nel momento di maggior splendore, durante il XIII secolo. L’armonia e la compattezza di questa cittadina esaltano una bellezza concentrata nel suo cuore medievale e dipanata appunto tra torri, porte, piazze (Piazza Cisterna, Piazza Duomo), palazzi (la Collegiata o Duomo) e vuoti altamente scenici.
Montepulciano e Montalcino per proseguire il nostro tour nella provincia di Siena

Non spostandoci dalla provincia di Siena, a cavallo tra la Valdichiana e la Val d’Orcia, in una vasta zona di collina, sorge Montepulciano. Il centro abitato è circondato da 3 cinta murarie e le origini di questo comune, come accade spesso in Toscana, appartengono alla civiltà etrusca. Il periodo più florido per Montepulciano si stabilizza tra gli inizi del XV secolo e la metà di quello successivo. Sono di importanza attrattiva numerose architetture religiose e prestigiosi palazzi. A valle rispetto al borgo, si trova il Lago omonimo che, con alcuni territori limitrofi, dal 1996 forma la Riserva naturale del Lago Montepulciano.
Ma veniamo ora a ciò che più ci intriga, in questo nostro tour per i vigneti della Toscana. La fama di Montepulciano deriva infatti principalmente dalla ricchezza delle sue vigne dalle quali si ricava il Vino Nobile di Montepulciano DOCG. In una tomba etrusca della città, nel 1866, fu rinvenuta una tazza da vino. Preziosa testimonianza di quanto il culto per questo prezioso nettare sia da far risalire indietro nel tempo. Ma la storia del vino rosso con sfumature di prugna e quella di Montepulciano hanno spesso corso in direzione parallela fino ad essere esportate anche oltreoceano. (Per la prima volta nel 1828).
Simile nei tratti, Montalcino presenta anch’esso tutte quelle caratteristiche che stiamo riscontrando nella Toscana delle vigne. Questo comune della provincia senese si colloca a nord-ovest del monte Amiata, alla fine della Val d’Orcia. La piazza principale, Piazza del Popolo è anche il luogo dove è collocato il palazzo Comunale, Palazzo dei Priori, mentre tra gli edifici a sfondo religioso vanno nominati almeno il Duomo ed il Palazzo Vescovile. Le mura di Montalcino sono state costruite nel XIII secolo, mentre nella parte meridionale del paese si trova la Fortezza, una roccaforte risalente al 1361.
Il Brunello da Montalcino è uno dei vini rossi più longevi d’Italia, la zona di sua produzione è inscritta completamente nel territorio del comune, questo gli conferisce il marchio DOCG, mentre a marchio DOC risulta il meno famoso Rosso da Montalcino. Per un territorio la cui vocazione nel settore è nota sin dal Medioevo grazie agli statuti comunali rimasti che regolamentavano la data iniziale del periodo di vendemmia.
Volpaia e il Chianti storico

Le Colline del Chianti sono una catena montuosa tra le province di Siena, Firenze ed Arezzo. I comuni presenti nell’area costituiscono la zona di produzione del famoso vino. Presente sul mercato a due denominazioni DOCG, il Chianti ed il Chianti classico. I confini dell’area sono stati spesso contesi e poco definibili, ma il Chianti storico viene oggi considerato quello dei comuni di Gaiole, Radda e Castellina che costituivano l’antica Lega del Chianti, un’alleanza politico-militare sorta per volere della Repubblica di Firenze nel 1384, con lo scopo di difendere ed amministrare questo territorio per suo conto, divenuta in seguito Provincia del Chianti.
In località Radda troviamo Volpaia, una sua frazione. Anch’essa borgo con fortificazioni di origine medioevale. Proprio tra le sue mura nasce il Chianti classico della Fattoria Castello. La sua posizione strategica nella storia l’ha vista più volte al centro delle lotte tra la Repubblica Senese e la Repubblica Fiorentina. Tra gli edifici più iconici di Volpaia ci sono il Castello, antica fortificazione fiorentina nel territorio del Chianti, l’Ospedaletto dei Cavalieri di Malta, oggi adibito a cantina; la Chiesa di San Lorenzo ed un’altra costruzione sacra, la commenda di Sant’Eufrosino.
Bolgheri piccolo comune dove si produce il Sassicaia

Rimasta nel cuore dall’infanzia, a tal punto da essere citata in una delle sue poesie più famose, Bolgheri è passata alla storia letterale grazie al viaggio che Carducci immortalò in Davanti a San Guido. Personificando i cipressi che dall’Oratorio vanno fino a Bolgheri, il poeta intrecciò con essi un dialogo intenso, fulcro della sua lirica. Ma questa frazione del Comune di Castagneto Carducci (il cui nome venne appunto integrato, in onore del poeta, nel 1907) in provincia di Livorno, è importante anche per un secondo fattore: i vini rossi qui preparati. Tra i quali il più famoso, pregiato e particolare è il Sassicaia prodotto esclusivamente dall’azienda Tenuta San Guido. Ha il primato di essere uno dei pochissimi vini a possedere una DOC proprio per questa peculiarità .
Bolgheri si sviluppa anch’esso attorno al suo Castello medievale che è raggiungibile solo attraverso il citato Viale dei Cipressi, una strada di 5 chilometri che inizia a valle davanti al settecentesco Oratorio di San Guido. Altri luoghi di interesse sono il cimitero (dove, cantava la poesia, era sepolta la nonna di Carducci), il nucleo fortificato Castiglioncello Bolgheri e la Chiesa di San Bernardo.
Il Rifugio faunistico di Bolgheri si estende invece su 500 ettari compresi tra il Mar Ligure e la Ferrovia Tirrenica. Nel 1959 fu la prima oasi naturale privata in Italia e dal 1968 è riconosciuta come oasi del WWF. Aperto da ottobre ad aprile è visitabile solo su prenotazione.
Montescudaio un borgo medievale dei meno citati tra i vigneti in Toscana

Montescudaio è un borgo dalla conformazione medioevale quasi del tutto intatta. Rimane sospeso tra terra e mare nella Val Cecina e fa parte della Maremma Pisana. Forse non è tra i luoghi più conosciuti per intraprendere un tour dei vigneti della Toscana, ma il suo fascino appartiene alla storia. Ai viottoli lastricati in pietra che lo forgiano. Ai sapori e ai profumi di una terra che ha lo sguardo puntato sul futuro, nonostante origini remote. Un futuro che è delineato, come il paesaggio stesso, proprio dai vigneti di cui si circonda. E che tanto siamo andati a ricercare fino ad ora.
Questa vocazione gli appartiene sin dai tempi, guarda a caso, degli Etruschi. E la sua fama gli è dovuta sia dal vino Montescudaio DOC che dal Vin Santo. Il primo nelle due varianti Rosso che nasce dal Sangiovese e si abbina per corposità e intensità a salumi e antipasti. Bianco da uve Trebbiano e Malvasia per minestre, bolliti e formaggi. Il secondo nato da acini appassiti su tradizionali cannicci che del tempo per riposare si nutre, per almeno 5 anni.
La quiete e la lentezza di quei mestieri antichi, da ritrovare magari in una visita alle Fattorie dei dintorni. O in passeggiate su sentieri accompagnati da una vegetazione fortemente cromatica e da una fauna propria del luogo. Pace che emanano per conformazione anche le Chiese, come quella di Santa Maria Assunta, una volta sia pieve che abbazia, oggi ampliata e ricostruita dopo un terremoto che la rase al suolo nel 1846.
Questo è il nostro tour odierno tra i vigneti della Toscana. Ma molte altre avventure ci attendono. Occorre solo continuare ad avere un poco di pazienza e seguirci in maniera assidua per scoprirle.
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